giovedì 24 febbraio 2022

Sauvignon, il gattino che ci salvò dall'orrore della guerra


     La guerra scatenata da un giorno all'altro in Ucraina da Putin mi riporta alla mente i giorni della guerra nella ex Jugoslavia.  Provo la stessa angoscia, lo stesso smarrimento, perché anche allora mi pareva impossibile che nella civile Europa si potesse riaffacciare la guerra.  

       Ricordo che all'epoca ero stata da poco in vacanza tra Slovenia e Croazia,  in una atmosfera di piacevole ospitalità,  di grande fermento economico e turistico, di un certo benessere, soprattutto in Slovenia e sulla costa.  Nel giro di qualche anno, gli odi mai sopiti tra quelle etnie scatenarono una carneficina. Ricordo che per la prima volta pensai: se è successo a loro può succedere in ogni momento anche a noi; la pace e la libertà sono fragili doni. 

    Proprio in quei giorni capitò nella nostra vita un gattino. Era uno di due cuccioli di una bella gatta che viveva nel nostro parco e che purtroppo a causa dei maltrattamenti di alcuni bambini che preferisco non definire aveva subito una lesione al midollo.  Lo portai da uno e poi da un altro veterinario, ma non ci fu niente da fare: era irrimediabilmente paralizzato alle zampe posteriori. Decidemmo allora di tenerlo con noi. La cura di quella fragile vita mi appariva come un riscatto contro la violenza insensata della guerra.  Visse con noi sei anni,  alimentando la nostra gentilezza e ricambiandola. Lo chiamammo Sauvignon.

Non abbiamo che la gentilezza  per dirci umani

sabato 15 maggio 2021

Io non capisco la gente....


... che non gli piacciono i crauti; 

bisogna andar molto cauti;

perché, perché, perché...




Ritiro i miei giudizi positivi sulla vaccinazione nel Lazio, perlomeno sulla mia. 

Ho atteso pazientemente due mesi dalla prenotazione, fatta non appena si è aperta la finestra per la mia fascia d'età; ancor prima della prima dose mi hanno cambiato la sede, indi posticipato la seconda dose. Transeat.

Ciò che mi irrita davvero però è che a mio marito, prenotato come persona fragile (e che comunque ha atteso quaranta giorni dalla prenotazione per la prima dose) per cui avevo selezionato il luogo più vicino e accessibile, sono stati cambiati sia la sede che l’orario, nonché posticipata comunque la seconda dose. 

Non era Varazze, non era Savona e neanche quella volta lì.

Il risultato è che mentre aprono le vaccinazioni ai trentenni e fra poco anche ai pets di casa, una persona fragile di settant’anni non sarà immune che a fine giugno.


giovedì 14 gennaio 2021

La laurea al tempo del Covid


 La mia laurea si perde nella notte dei tempi, ma ricordo molto bene la sensazione meravigliosa di sollievo l'istante dopo aver consegnato due copie in segreteria del mio libro ben stampato e al contempo una sensazione di piacevole sospensione prima della dissertazione in sala lauree, davanti alla numerosa commissione disposta a semicerchio, composta da relatore, contro relatore, presidente, annessi e connessi e poi il pubblico ,  i parenti,  gli amici, con tutta l'ufficialità ed anche la solennità che tutto ciò comporta.  

Il Covid ha sconvolto tutto ciò.  Tutto avviene da remoto, online: la tesi da camera


Mio figlio ha chiuso la triennale di Fisica alla Sapienza, percorso che ha previsto la discussione - a puntate - di una tesi che è stata presentata alla segreteria in Pdf, esaminata e approvata dal suo relatore, discussa dopo circa 15 giorni sempre online alla sola presenza di due contro relatori rigorosamente dal suo computer, dalla sua stanza in cui non deve essere presente nessuno oltre a lui e finalmente, dopo un'altra settimana si arriva  alla proclamazione previa breve domanda della commissione, sempre online,  sempre in una stanza solitaria, senza astanti.  In questo modo si acquista una dimensione casalinga e rassicurante, ma si perde tensione emotiva ed anche tutto sommato il senso del traguardo raggiunto.

" Che dici? sposto la scrivania?"

"Perché?"

"Dalla prospettiva attuale si vedono i peluche"

"Beh, cosa vieta di laurearsi coi peluche? Almeno loro possono assistere; in fondo ti accompagnano dalla prima infanzia!"

"Dici? No. meglio girare la scrivania, così si vede il quadro e la libreria; è più serio"

"Più serio?Con quel taglio di capelli sulla foto del documento?

"Vabbè, ora esci, mi devo collegare"

"In bocca al lupo"

"Non origliare dietro la porta"

"Contaci!"

Chissà se per l'epoca della laurea magistrale il Covid sarà archiviato...


lunedì 2 novembre 2020

Anvedi che cane!




Di Gigi Proietti in casa abbiamo un piccolo divertente ricordo privato.
Erano gli anni in cui i Fratelli Toti stavano costruendo il Globe Theatre. Mio marito era uscito a portar fuori il nostro Beagle e vide sotto casa nostra Proietti e appunto il costruttore Toti che gli venivano incontro. Proietti, arrivato ad incrociarli si fermò e ammirato disse: "Anvedi che cane!"
Ecco, Lui era così

venerdì 2 ottobre 2020

Non può essere un accidente


Ho sempre avuto passione per la la Fisica - e la Filosofia (anche la Linguistica, vabbè). 
Ultimamente stimolata anche dagli studi di mio figlio, con cui ogni tanto si discorre di massimi sistemi, ho letto alcuni testi divulgativi di Rovelli, di Tonelli sulla genesi dell’Universo, sul concetto di tempo. Leggendoli sono stata attratta come sull’orlo di un abisso - o forse dovrei dire di un buco nero ( ho visto recentemente anche Interstellar), affascinata e smarrita, ma con la crescente convinzione che tutto questo perfetto meccanismo abbia un’intrinseca intelligenza - che forse potremmo chiamare Dio, abbia un senso immanente e il fatto che noi, piccoli esseri imperfetti e mortali, siamo in grado di penetrarne le leggi abbia un senso ancora più grande e forse un fine. 
Non può essere tutto un accidente ed è stupefacente che religioni e filosofie antiche siano andate in qualche modo vicine a ciò che la scienza va scoprendo. 

Tutto ciò mi avvicina alla fede piuttosto che allontanarmi 

martedì 29 settembre 2020

L’invasione dei cavalletti


 


Mio figlio ha passione per la fotografia e per la sua città: Roma. Appena può se ne va in giro con la sua macchina fotografica per cogliere angoli della città. Lo ha fatto anche ieri sera e poiché voleva fare foto in notturna si è portato il cavalletto. 
Giunto in loco lo ha piazzato in posizione preparandosi a riprendere il monumento col grand’angolo, quando si sono avvicinati due vigili che gli hanno detto di toglierlo perché la sua era occupazione di suolo pubblico. 
Caduto dalle nubi e basito dall’assurdità della cosa, non ha replicato nulla, ma poi a mente fredda si è chiesto quale sia la logica di una simile norma. 
Che disturbo può mai dare un giovane che per due minuti piazza un cavalletto fotografico in una città in cui automobilisti, ambulanti abusivi, ristoratori e baristi, empori cinesi, ecc. se ne fregano del suolo pubblico?  
Cosa teme l’amministrazione? 
L’invasione dei cavalletti? 
Ma non erano cavallette?

martedì 22 settembre 2020

La classe non è acqua


 



















 Stamattina sono andata al mercatino; non lo facevo da molto tempo. 

Armata di carrello e mascherina faccio il giro di tutti i miei fornitori abituali: il venditore di funghi porcini e primizie varie, dove ho preso oltre ai funghi anche i lampascioni, le prugne Regina Claudia e le sorbe; sono andata poi dal macellaio che vende ottima carne italiana e ho fatto un po' di scorte, ma ahimè non ho trovato la mia amata trippa centopelli; sono andata infine dal mio "vignarolo", che ha tanta buona verdura freschissima. Mentre chiedo questo e quello, un anziano distinto signore mascherato, piccoletto, che fa la spesa con la moglie mi dice: 

"Lei è del nord Italia?"

"Sì, ma vivo a Roma da oltre trent'anni", dico.

"Eh, ma la classe non è acqua!" 😁